Ha vinto Macron in Francia contro la Le Pen

Ha vinto Macron in Francia contro la Le Pen
Di Guglielmo Pellegrino-Lise

Macron vince in Francia, fra i primi a congratularsi Angela Merkel.

“Auguri di cuore a Emmanuel Macron. La sua vittoria è una vittoria per un’Europa unita”. Lo ha scritto su Twitter il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert. “Congratulazioni a Emmanuel Macron, contiamo su una Francia che contribuisca a cambiare l’Unione per riavvicinarla ai cittadini!”. Lo scrive il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani che ha intenzione di invitarlo a intervenire in plenaria all’Europarlamento.

“Record di astensionismo e schede bianche. Il fondatore di En Marche! al 65%  del 65 per cento dei votanti: “Si apre un nuovo capitolo di speranza”. Ed entra sulla piazza del Louvre in festa sulle note dell’Inno alla Gioia, che è l’inno dell’Europa. La leader sconfitta fa autocritica: “Trasformare il Front”. Il clima in Francia  sempre più incandescente negli ultimi giorni di campagna elettorale,  Marine Le Pen è stata nuovamente contestata con lancio di uova organizzato al suo arrivo alla Cattedrale di Reims.Una campagna infuocata a A Reims come ieri in Bretagna, e come stamattina con la scalata degli attivisti di Greenpeace alla Torre Eiffel.”

Ecco quali erano le più importanti intenzioni e convinzioni della leader frontista. .

” L’intervista rilasciata al Corriere della sera in pillole
1). Su Macron: «Inquietante. È inquietante il pensiero che la Francia possa essere governata da un uomo di cui non si sa nulla». Così la candidata alle presidenziali francesi Marine Le Pen risponde, intervistata dal Corriere della Sera, a una domanda sul suo avversario Emmanuel Macron, e sull’impressione che ha avuto di lui nel dibattito tv. «È freddo, rigido, cinico. Lui certo il problema della fila al pronto soccorso, della casa popolare, del dumping sociale non se lo pone. Non conosce la Francia, non la sente, non la capisce».

2) Sul duello televisivo. Eppure lei non ha vinto il duello televisivo, fa notare il giornalista del Corriere. «I sondaggi dicono che ho perso un punto. Ma venivo da un periodo in cui ne guadagnavo due al giorno. A me interessava ribadire che Macron a 39 anni è un uomo del passato. Del sistema. Delle élites. Di Hollande». Non ha nulla da rimproverarsi? «Alla fine ero indignata. Ma ho preferito sorridere piuttosto che fare la faccia feroce. Però ero davvero furibonda. Quell’uomo è arrogante. Maleducato. Mi ha detto dieci volte che dico “stupidaggini”, poi che dico “grosse stupidaggini”. Ma come si permette? Così gli ho risposto che il gioco del professore e dell’allieva non mi diverte». Le Parisien ha scritto che è stata un’allusione maliziosa al suo amore con la professoressa di liceo. «Non è assolutamente così – replica la Le Pen –. Non mi permetterei mai di attaccarlo nel privato. Non l’ho mai fatto. È lui che mi ha attaccato sul piano personale. Continuava a citare mio padre»…

3) Sull’Europa. «L’Europa? La voglio salvare. E rifondare su basi del tutto diverse», afferma la candidata alle presidenziali francesi Marine Le Pen, nell’intervista al Corriere della Sera, che spiega il senso dell’“alleanza europea di Stati liberi e sovrani” di cui ha parlato nel dibattito tv. Cosa vuol dire? «È il modello dell’Airbus. O di Ariane. Ha presente l’aereo e i missili spaziali frutto della cooperazione? Un gruppo di Paesi – spiega – si mette d’accordo su un progetto, e lo realizza. Ma nessun Paese deve imporre qualcosa a un altro. Bruxelles non può stipulare i Trattati di libero scambio e imporli agli Stati sovrani».

4) Sull’euro. Lei propone di limitare l’euro alla Banca centrale e alle grandi imprese, e di reintrodurre il franco per la vita quotidiana. Come può funzionare? Le chiede il giornalista: «Non solo il franco. Tutte le monete nazionali; alcune, ad esempio la sterlina, non hanno mai cessato di esistere. Del resto c’è stata una fase in cui l’euro — non solo l’Ecu come dice Macron; l’euro — era la moneta delle transazioni internazionali, mentre in Francia ci scambiavamo franchi e in Italia lire».

5) Sulla stampa francese: «Vede, i giornali non hanno compreso appieno la portata del cambiamento in corso qui in Francia e in Europa. La frattura non è più tra destra e sinistra; è tra il sopra e il sotto della società. Tra i vincitori e i vinti del mondo globale. Lei è mai stato in una banlieue?» chiede all’intervistatore, poi aggiunge: «Non può sapere cosa prova una ragazza che si sente insultare perché è uscita di casa con una gonna. Un francese che attende una casa da anni e si vede passare davanti l’ultimo arrivato. Un pensionato che deve piegare il capo davanti al capetto della gang».

6) Sulla campagna elettorale. «E’ stata una campagna durissima. Non c’è un’associazione che non si sia schierata contro di me. Tutte, pure il club dei giocatori di bocce, la compagnia dei cuochi della domenica…Scherzi a parte, i presidi delle facoltà mandano mail minatorie agli studenti, i sindaci sono scatenati. I giornali poi non hanno vergogna. Non ce n’è uno, dico uno, che mi sostenga»…

7) Sui pronostici per domenica. «Siamo Davide contro Golia. Una divina sorpresa è possibile».”

“Il verdettto delle elezioni in Francia è arrivato subito dopo le 20: Emmanuel Macron è il nuovo presidente. Sconfitta al leader dell’ultradestra Marine Le Pen. Larghissimo il distacco secondo gli exit poll e le proiezioni: risultato impossibile da ribaltare. Ed espolde immediata la festa al Louvre. All’annuncio dato dalla televisione francese, i circa 5.000 militanti di ‘En marche!’ riuniti in piazza sono esplosi in un boato di gioia e in in tripudio di tricolori francesi. Al Louvre festeggia anche Enrico Letta: “Ha vinto l’Europa! Bellissimo essere qui in mezzo all’entusiasmo dei sostenitori di Emmanuel Macron al Louvre”, scrive su Twitter l’ex presidente del Consiglio, che pubblica un selfie da Parigi, che lo ritrae con sullo sfondo la ‘piramide”Nei prossimi cinque anni, la mia responsabilità sarà di eliminare le paure, di ritrovare l’ottimismo, di mettere insieme tutti gli uomini e le donne pronti ad affrontare le sfide enormi che ci attendono. La Francia sarà in prima linea contro il terrorismo, sia nel suo territorio nazionale sia a livello internazionale. La lotta potrà durare a lungo ma la condurremo senza indebolirci”. La Francia ha scelto Emmanuel Macron: a soli 39 anni è lui l’ottavo presidente della V Repubblica francese. Il leader di ‘En Marche!’ ha nettamente battuto la sua rivale, Marine Le Pen, con un risultato che si attesta oltre il 60%. “Si apre una nuova pagina, quella della speranza e della fiducia ritrovata”, è stato il primo commento dell’uomo che prenderà il posto di Francois Hollande all’Eliseo.

Macron in serata si è recato sulla esplanade du Louvre, a Parigi, dove migliaia di sostenitori hanno festeggiato la vittoria alle elezioni presidenziali. Macron, in abito e cappotto blu, ha percorso la piazza mentre le note diffondono l”Inno alla Gioia, l’inno dell’Europa. “Questa sera voi ce l’avete fatta – ha detto Macron ringraziando i suoi sostenitori – la Francia ce l’ha fatta. Ci dicevano che questo era impossibile, ma non conoscevano la Francia”.

Enarca e banchiere, figlio di un medico di provincia, laureato in filosofia e diplomato in pianoforte al conservatorio, Macron è liberale in economia, (iper-liberista secondo alcuni). Di formazione cattolica ma progressista sul piano dei diritti civili, è attento ai richiami dell’opinione pubblica moderata in tema di sicurezza e immigrazione, fede granitica nel progetto europeo. Per una serie fortunosa di circostanze, dalla sconfitta di Manuel Valls alle primarie socialiste, fino alla perdita di consensi di Francois Fillon dopo l’esplosione del ‘PenelopeGate, Macron è riuscito nell’impresa di conquistare l’Eliseo, diventando il più giovane presidente della Repubblica nella storia di Francia. Nato ad Amiens nel 1977, studia dai gesuiti al liceo, poi filosofia all’Università di Nanterre, a 22 anni diventa l’assistente di Paul Ricoeur, nome importante del pensiero morale della Francia della seconda metà del ‘900. Poi il diploma a Science Po e l’approdo all’Ena, fucina della classe dirigente della Repubblica. Al liceo cattolico di Amiens, durante un corso di teatro, conosce e si innamora di Brigitte Trogneux, professoressa dell’istituto che ha 24 anni più di lui. La sposa dopo 13 anni, quando lei ha 54 anni e lui 29. Macron è l’outsider assoluto del panorama politico francese. Non è mai passato per le urne, nè ha mai fatto gavetta di partito o vita di sezione. Ma la sua ambizione, una solida rete di relazioni e una non secondaria dose di fortuna, lo portano in alto, fino a lambire l’Eliseo. Macron ha il sostegno di una fetta molto influente dell’establishment del paese, dal banchiere David Rothschild Jacques Attali, già segretario di Francois Mitterrand, fino al presidente in carica Francois Hollande che lo vuole con sè come segretario generale dell’Eliseo e poi al ministero dell’Economia nel 2014, quando Macron prende il posto di Adrian Montebourg nel secondo governo di Manuel Valls, e a soli 36 anni, diventa il ministro più giovane della V Repubblica dopo Valery Giscard d’Estaing.”

” La novità Macron non sta solo nel suo profilo professionale e nella sua atipica e rapidissima ascesa, ma anche nel suo discorso politico. A cominciare dalle ricette economiche: la sua visione del mercato del lavoro ad esempio, tradotta nella contestatissima ‘Loi Travail’ che l’anno scorso ha scatenato proteste di piazza e polemiche infinite, lo ha allontanato definitivamente dal consenso della sinistra tradizionale. Non è un caso se Jean Luc Melenchon leader della France Insoumise, gli abbia chiaramente chiesto di ritirare quella proposta per far convergere il voto della sinistra radicale al ballottaggio, ottenendo in cambio un secco rifiuto. E non è un caso nemmeno che il voto per Macron al secondo turno ha spaccato il fronte sindacale: le principali organizzazioni operaie non hanno aderito al blocco anti-Lepenista lasciando agli iscritti la libertà di potersi astenere. Il Nouvel Observateur lo ha definito il candidato ‘post-sistemà, sia per contrapporlo alle posizioni ‘anti-sistemà incarnate da Marine Le Pen, sia per descrivere il fenomeno di un personaggio che ha mandato in soffitta i partiti tradizionali, i socialisti eredi del mitterrandismo e quel che resta del neogollismo, che per 65 anni hanno espresso i candidati per la conquista della poltrona più importante della Repubblica . Oggi, conquistato il traguardo, Macron rimane il riferimento di chi crede nel progetto europeo e lo ritiene ancora riformabile. La classe dirigente europeista del continente tifa per lui. ‘Dalla sua vittoria dipende il futuro dell’Unionè, è stato il mantra ripetuto nelle ultime settimane. L’Europa, per il momento, sembra salva.”

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