Vice Brigadiere Mario, sei tutti noi

Vice Brigadiere Mario, sei tutti noi
Di La Segreteria Nazionale

Il Sindacato Nazionale dei Cinque Corpi di Polizia, Segreteria Nazionale, profondamente colpito, partecipa con dolore ed esprime il proprio sdegno per la crudele uccisione del Vice Brigadiere dell’Arma dei Carabinieri Mario Cerciello Rega, avvenuta a Roma mentre svolgeva il proprio dovere in servizio d’istituto.
Mario ha dato la vita vestendo una Divisa, ha sacrificato tutto al Dovere, ha lasciato una giovane moglie appena sposa, la sua bella e grande famiglia, i suoi amici del volontariato. Perché era un ragazzo buono, generoso, e un Carabiniere preparato, che sapeva come comportarsi nelle disparate, e spesso pericolose, situazioni che si affrontano ogni giorno sulla strada.
Mario era tutti noi, noi che abbiamo vestito o che ancora vestiamo una divisa delle Forze dell’Ordine, che sappiamo bene per esperienza diretta quanto sia difficile il “mestiere”, o piuttosto la “vocazione” di servire lo Stato e la comunità, in difesa dell’alto valore della convivenza civile, pacifica e democratica.
“Nella sua nuda essenza anche la tragedia più grande è fatta di numeri: il Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega aveva 35 anni, era sposato da 43 giorni e 13 ne erano passati dal suo ultimo compleanno. È morto stanotte a Roma per 8 coltellate, inferte per i 100 euro che i 2 autori di un furto pretendevano in cambio della restituzione di 1 borsello rubato. In gergo si chiama ‘cavallo di ritorno” – “Ma quei numeri non sono freddi. Sono il conto di un’esistenza consacrata agli altri e al dovere, di una dedizione incondizionata e coraggiosa, di un amore pieno di speranze e di promesse. E la tragedia reca la cifra più alta: l’infinito. Il più vivo dolore per una mancanza che affligge 110 mila carabinieri. Il più vivo cordoglio ai suoi cari, che stringiamo in un immenso, unico abbraccio”. Così, in una nota sui social, si è espressa l’Arma dei Carabinieri.
E il Sindacato, associandosi, non può in questo momento neanche tollerare che si strumentalizzi questa immane tragedia, per attaccare l’Istituzione militare o per altre mire politiche e no.
Qui c’è spazio solo per il dolore per questa morte assurda, per questo ragazzo ucciso con otto coltellate a 35 anni; per lui chiediamo giustizia, come siamo certi la chiedano tutti gli italiani che hanno a cuore la democrazia, lo Stato, la pacifica convivenza civile. Ciò per cui gli appartenenti alle Forze di polizia lavorano ogni giorno, ben sapendo che in uno di questi potrebbero non fare più ritorno a casa, ma augurandosi sempre che alla fine il Bene trionfi sul Male. E che possano tornare a casa, vivi, dai loro cari, sereni per avere fatto il proprio dovere. Solo il proprio dovere.
Mario, giovane ragazzo con la tua bella Divisa, sei tutti noi.

La Segreteria Nazionale

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