Riassunzione e riammissione per guarigione La casistica

Riassunzione e riammissione per guarigione La casistica
Di Laura Turriziani

Parliamo di transito del personale militare inidoneo al servizio nei ruoli civili della Pubblica Amministrazione. Vediamo cosa dicono leggi, decreti e circolari del Ministero della Difesa.
Il Decreto del Presidente della Repubblica 25 ottobre 1981, n. 738, prevede che il personale delle Forze di polizia, escluso quello dei ruoli tecnici, che riporta una invalidità non implicante l’inidoneità assoluta ai servizi d’istituto, derivante da ferite, lesioni o altre infermità riportate in conseguenza di eventi connessi all’espletamento dei propri compiti, sia utilizzato in servizi d’istituto compatibili con la ridotta capacità lavorativa e in compiti di livello possibilmente equivalenti a quelli previsti per la qualifica ricoperta.
A seguito del giudizio formulato dalle Commissioni mediche, l’autorità competente, con proprio decreto, determina i servizi cui il dipendente invalido va destinato, anche presso altra sede, purché la località soddisfi le esigenze di assistenza e di cura.
L’interessato, inoltre, ha diritto alla corresponsione, su domanda da presentare entro 6 mesi dal riconoscimento dell’invalidità, a una indennità speciale una tantum, proporzionata al grado di invalidità accertato, non cumulabile con altre provvidenze, d’importo pari a quello dell’equo indennizzo maggiorato del 20%.
L’articolo 4, comma 5, della Legge n. 68/1999 ha esteso i benefici anche al personale militare e della protezione civile.
In proposito è da ricordare il Decreto del Ministero della Difesa 18 aprile 2002, applicativo dell’articolo 14, comma 5, della Legge n. 266/1999 relativo al transito del personale delle Forze Armate, giudicato inidoneo al servizio, nelle aree del personale civile del Ministero della Difesa. Nel merito, in attesa delle determinazioni dell’Amministrazione sull’accoglimento della domanda, il personale è considerato in aspettativa, con il trattamento economico goduto all’atto del giudizio di non idoneità.
Il personale militare e delle Forze di polizia, anche a ordinamento civile, giudicato permanentemente non idoneo al servizio nella forma parziale, resta in posizione di aspettativa fino all’adozione del provvedimento di riconoscimento, o meno, della dipendenza da causa di servizio (articolo 19, comma 3 DPR n. 461/2001).
A seguito di alcune problematiche emerse in applicazione del successivo articolo 930 del Decreto legislativo 66/2010, il Ministero della Difesa – Direzione generale del personale civile – con Circolare n. 43267 del 21.06.2011, ha fornito un quadro sistematico e aggiornato della materia, che in sintesi si può così riassumere:
requisiti soggettivi: il transito è consentito esclusivamente al personale delle Forze Armate in servizio permanente e previo accertamento tecnico/discrezionale della Commissione medica chiamata a valutare l’idoneità dell’interessato.
domanda: deve essere presentata compilando gli appositi modelli entro 30 giorni dalla notifica all’interessato del giudizio definitivo di inidoneità al servizio per lesioni (dipendenti o meno dallo stesso) e di contestuale attitudine al transito nei ruoli civili. La domanda, corredata di processo verbale della CMO deve essere inviata, per il tramite gerarchico, al Comando di Corpo di appartenenza, che lo dovrà poi inviare alla Direzione generale per il personale civile (PERSOCIV) e alla competente Direzione generale per il personale militare (PERSOMIL).
individuazione del nuovo profilo professionale e sede di servizio: si baserà sulle indicazioni fornite dalla CMO, dalle informazioni date dall’interessato e dal Comando di appartenenza, mentre un ulteriore accertamento medico dell’idoneità fisica/professionale sarà chiesto dall’Amministrazione solo alla presenza di particolari profili e/o specifiche mansioni. I profili professionali da attribuire e le relative sedi di servizio sono individuati nell’ambito di apposite riunioni con i rappresentanti degli Stati Maggiori/Comandi Generali tenendo presente, per quanto possibile, sia le esigenze del richiedente, sia il superiore interesse della Pubblica Amministrazione. Il personale così individuato rimane in forza, ove non in contrasto con le esigenze dell’Amministrazione, come dipendente civile nella Regione in cui era in servizio quale militare.
il contratto: il militare transitato nei ruoli civili ha l’obbligo di permanenza presso la sede assegnata per almeno 1 anno dalla data di sottoscrizione del contratto di lavoro. Nel merito con nota n. 011523/2016 il Ministero della Difesa/PERSOCIV osservando come l’elevato numero di domande di trasferimento, anche prima di tale scadenza, ha generato difficoltà di impiego nell’ambito della Difesa, ha modificato l’obbligo di permanenza da 1 a 3 anni. La mancata presentazione in servizio, senza giustificato motivo alla data stabilita, equivale a rinuncia e il rapporto di lavoro si intende non costituito. Sull’argomento è da segnalare la Sentenza delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti n. 42/2017 che ha riconosciuto il diritto di cumulare la pensione privilegiata con lo stipendio percepito nel nuovo e diverso ruolo svolto nell’ambito civile, possibilità fino ad allora negata in quanto “il transito diretto al ruolo civile costituiva una continuazione/rinnovo del ruolo di provenienza”.

Cessazione dal servizio per infermità e riassunzione

La problematica della possibilità per il dipendente di presentare domanda di riammissione in servizio ha formato oggetto di esame anche da parte della Corte Costituzionale che, nel rilevare secondo consolidati principi, il potere dell’Amministrazione di procedere al rigoroso accertamento dei requisiti oggettivi e soggettivi e l’ampio potere discrezionale nella valutazione dell’esistenza dell’interesse pubblico all’adozione del provvedimento, con Sentenza n.3/1994, ha dichiarato, comunque, l’illegittimità dell’articolo 132, comma 1 del DPR n. 3/1957 (T.U. delle disposizioni sullo stato giuridico degli impiegati civili dello Stato) nella parte in cui non comprende, tra le fattispecie di cessazione del rapporto di lavoro, sulle quali è possibile la riammissione, la dispensa dal servizio per motivi di salute.

Inidoneità al servizio – transito in altri ruoli
– riammissione per guarigione

Anche questo aspetto ha formato oggetto di valutazione da parte della Corte Costituzionale, chiamata a stabilire se “un arruolato nel Corpo della Polizia penitenziaria con diagnosi di leucemia non linfoide, dichiarato non idoneo al servizio d’istituto e trasferito, a domanda, al ruolo civile amministrativo dell’Amministrazione penitenziaria, ottenuta la completa guarigione della suddetta patologia, poteva essere reintegrato nel Corpo penitenziario”.
Nella fattispecie la Consulta, nell’osservare che il divieto generale alla riammissione nel posto di lavoro/ruolo in precedenza occupato non può considerarsi in assoluto irreversibile, tanto più alla luce delle odierne cognizioni della scienza medica, con Sentenza n. 294/2009. ha dichiarato l’illegittimità delle norme dell’ordinamento del personale del Corpo della polizia penitenziaria nella parte in cui non consente, in presenza di guarigione, la possibilità di presentare istanza di riammissione nel ruolo di provenienza da parte del dipendente transitato in altri ruoli dell’Amministrazione.
Nella circostanza la Corte ha evidenziato che, in ogni caso, l’Amministrazione nel decidere sulla domanda di riammissione dovrà pur sempre “procedere a rigoroso accertamento dei requisiti oggettivi e soggettivi, restando alla stessa il più ampio potere discrezionale nella valutazione dell’esistenza dell’interesse pubblico all’adozione del provvedimento e in considerazione delle esigenze di organico esistenti al momento della presentazione della domanda”.

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