Portare le stellette

Portare le stellette
Di Guglielmo Pellegrino-Lise

le stellette

Un tempo si entrava nei vari Corpi all’età di sedici anni e si terminava la carriera all’età di 50/55 anni salvo incidenti (purtroppo) di percorso, più tardi andavano in quiescenza ufficiali superiori ed ufficiali Generali. In ogni caso ed a prescindere dall’Arma o dal Corpo cui si appartiene o si apparteneva, lo stesso fatto di indossare una uniforme e portare le stellette (o anche appartenere a Corpi ormai smilitarizzati) ti condiziona fortemente la vita e condiziona quella dei tuoi familiari. Tali condizionamenti continuano o hanno strascichi anche durante la quiescenza. A partire dalla giurisdizione cui si è sottoposti, per finire alle regole non scritte dell’ onore militare, dell’illimitato amor patrio e della difesa indiscriminata delle Istituzioni cui si è giurato fedeltà. Poi ci sono risvolti pratici da quello del problema della casa di proprietà (in servizio si gira l’Italia o anche il mondo comandati da una città all’altra) quando , una volta in quiescenza ci si ritrova a dover trovare casa nell’ultimo luogo di destinazione, e tanto altro. Questa rubrica affronterà i problemi che nascono proprio dalla Condizione Militare. Oneri ed onori, si suol dire, un tempo c’era qualche privilegio (fringe benefit) ed tanti doveri (oneri). Ora sono scomparsi man mano gli “onori” e son rimasti tanti oneri.

 

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