L’ITALIA CELEBRA IL 74° ANNIVERSARIO DELLA FESTA DELLA REPUBBLICA

L’ITALIA CELEBRA IL 74° ANNIVERSARIO DELLA FESTA DELLA REPUBBLICA
Di La Segreteria Nazionale

Riceviamo e pubblichiamo:

Ricorrenza nazionale all’insegna del Tricolore, anch’essa colpita da Covid-19, quindi orfana della tradizionale, attesissima e partecipata Parata su Via dei Fori Imperiali. È doloroso, deludente e triste dover rinunciare ad un evento che ci ha coinvolti e galvanizzati per tanti anni. Fare a meno della sfilata dei Veterani che, da mesi, si stavano preparando per marciare come giovincelli tra le due imponenti ali della folla plaudente, assiepata lungo il percorso che dal Colosseo conduce all’Altare della Patria. Una delusione anche per i fortunati che attendevano questo momento per salire e sfilare a bordo delle Campagnole militari pavesate dai Medaglieri e dai Labari della nostre Associazioni d’Arma, Combattentistiche e di Specialità. Ebbene si! E’ pur sempre la Festa della Repubblica; ma non sarà certamente quella manifestazione capace di suscitare la botta di orgoglio in migliaia di Veterani che di anno in anno attendono il topico evento. Costretti, stavolta obtorto collo, a riporre nella vetrinetta dei ricordi di gioventù l’uniforme sociale, la mitica bustina o il baschetto od il Cappello piumato, già pronti per l’uscita. Che delusione. Ci rifaremo l’anno prossimo? Noi speriamo di si, anzi ne siamo certi. Ci rimane il Tricolore, simbolo delle celebrazioni del 2 giugno che idealmente abbraccia tutti noi italiani. E, senz’altro, la Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) che nei giorni precedenti ha screziato di “Verde-Bianco e Rosso” i nostri cieli, sfrecciando in perfetto sincronismo, sopra le tantissime città. Un miracolo che sarà ripetuto il 2 giugno e, come tradizione vuole, sorvolando su Roma in occasione della Festa della Repubblica e sull’Altare della Patria ad onore e per la gloria eterna del Milite Ignoto.

PAN – FRECCE TRICOLORI

Sfuggenti a vista d’occhio quanto il loro repentino rientro nell’arco profondo dei cieli cittadini, quasi sospese nell’allegro fruscio del loro sciame Tricolore, rientrano a pieno titolo nel novero del miracolo italiano. Come fatta di luci e colore è la loro scia Tricolore che, al passaggio, pian piano si dipana in alto per poi trasformarsi in vapore che discende e va a posarsi come pulviscolo di stelle caduto da cielo in terra, sull’uomo, la donna ed il fanciullo che guarda col … naso (e la Mascherina) all’insù. Un monito, l’invito a ricordare che la salvezza discende anch’essa dal cielo. Un rondò conclamato e felice che da diversi giorni porta sollievo e lenisce la delusione che ha intristito la nostra nazione per oltre 90 giorni. Troppi! Un passaggio … calmo e placido che riporta al Piave e che tornerà sulla Capitale martedì 2 giugno: contestualizzando il 74° anniversario della “Festa della Repubblica”. Un anniversario inconsueto e triste. Commemorato all’insegna della solitudine che accompagnerà il Presidente Mattarella mentre sale all’Altare della Patria e dal silenzio dei Fori Imperiali, orfani della tradizionale sfilata, nonché, dal “silenzio” di Papa Francesco assorto in preghiera in una Piazza San Pietro insolitamente deserta. Peccato!
Il compito di salvare la ricorrenza spetta ancora alle Frecce che tingeranno di tricolore il cielo della Capitale, effettuando alcuni passaggi sulla città durante la cerimonia di deposizione della Corona di alloro da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al cospetto del Sacro Sacello del Milite Ignoto che, dall’alto dell’austero Vittoriano, vigila e costantemente protegge la nostra Nazione.

LA STORIA DEL 2 GIUGNO 1946 E DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

In quel 2 giugno 1946, è stata scritta la pagina che ha impresso la svolta essenziale alla storia dell’intera Nazione. 74 anni orsono, infatti, ben 28 milioni di italiani furono chiamati alle urne, per esprimere il loro voto “democratico” e “universale”. E votando tra Repubblica e Monarchia, hanno eletto 556 deputati dell’Assemblea Costituente, ala quale fu affidato l’alto incarico e l’alto onore di redigere la nuova Costituzione. Gli italiani che votando preferirono la Repubblica, sono stati circa 13.000.000, pari al 54,3%; 10.769.284 coloro che espresso la preferenza per la Monarchia. Enorme il computo dei Voti nulli, che ammontarono a 1.498.138. In quella circostanza, per la prima volta nella storia ed in virtù del Decreto del 10 marzo 1946, sono state ammesse al voto le donne, 21 delle quali furono elette. Presidente dell’Assemblea fu eletto Giuseppe Saragat mentre alla Costituente è salito Enrico De Nicola che con 396 voti, ha assunto la carica di Capo provvisorio dello Stato. Nel successivo 12 luglio fu costituito un nuovo Governo, con a capo Alcide De Gasperi e fu dato avvio allo studio ed alla elaborazione del testo della Costituzione. La quale, approvata il 22 dicembre 1947, con 453 voti a favore e 62 contrari, venne promulgata il 27 dicembre per poi entrare in vigore il 1° gennaio 1948.

Giancarlo Giulio Martini

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