Famiglia normale

Famiglia normale
Di Guglielmo Pellegrino-Lise

Grandi polemiche hanno suscitato le affermazioni dello psicanalista Giancarlo Ricci che ha definito “famiglia normale” quella costituita da un uomo, una donna e dei figli. Viene inquisito dall’Ordine in quanto ha discriminato gay e trangender,  per aver detto“SERVONO MAMMA E PAPÀ PER CRESCERE”, E LA BUFERA SCOPPIA ” da:

IL SUSSIDARIO.NET 

“Si può ancora dire in Italia, in uno stato civile, che un bambino per crescere necessità di una mamma e un papà? Pare di no, o almeno Giancarlo Ricci – noto psicanalista membro dell’Associazione Lacaniana italiana di psicanalisi e giudice onorario del Tribunale per i minori di Milano – sarà processato dall’ Ordine degli psicanalisti Lombardia proprio per aver detto quanto segue. Durante una trasmissione nello scorso anno a “Dalla vostra parte” con Paolo Del Debbio, l’esperto ha commentato un servizio sulla criticata “terapia riparativa” del noto psicologo americano Joseph Nicolosi che ha voluto denunciare l’ideologia gender negli Stati Uniti proponendo metodi alternativi e spesso discussi dall’establishment scientifico mondiale.

Ecco la frase “incriminata”: «la funzione di padre e di madre è essenziale e costitutiva del percorso di crescita». Apriti cielo, la bufera sboccia nella reazione durissima degli ospiti in studio che attaccano Ricci di essere un fomentatore di odio e un omofobo; scatta denuncia all’ordine degli Psicanalisti e l’iter lunghissimo porta fino al prossimo 25 maggio quando lo stesso Ricci sarà processato davanti al suo stesso Ordine medico.

A supporto dell’odio ricevuto tutto d’un colpo con quelle affermazioni, lo psicanalista aveva anche aggiunto «sappiamo che l’ideologia gender preferisce parlare della funzione omogenitoriale proprio per trascurare/oscurare la funzione di padre e di madre che è essenziale alla crescita».

La segnalazione diretta contro Ricci che ha portato fino al processo riporta come «le affermazioni dello psicanalista siano quantomeno discutibili e risultano discriminatorie – si legge nella segnalazione riportata da Avvenire – non solo nei confronti delle coppie omosessuali e delle famiglie arcobaleno, ma anche nei confronti di quelle famiglie che, per le più diverse ragioni, si ritrovano senza un padre o senza una madre». Offese, bestialità, retrogrado medico e quanto altro ancora è stato detto sia in trasmissione che nella segnalazione contro Ricci che ora dovrà difendersi cercando di raccontare semplicemente la “verità”, concetto alquanto complesso e sempre più “scandaloso” da riportare.

Gli attivisti LGBT ovviamente hanno le loro rimostranze e motivazioni particolari, ma il punto che sarà molto importante da chiarire è il seguente: nel dire quanto ha riferito sul padre e sulla madre, qualcuno davvero si è potuto sentire discriminato? Riferire oggi, nel 2017, che un padre e una madre sono figure fondamentali per la crescita, porta a questa reazione “repellente” come pare essere avvenuto? Non sono domande retoriche ma secondo noi i veri punti da cui ripartire per non rimanere invischiati in una lotta tra opinioni, bensì rilanciando una discussione sul punto più difficile della realtà, proprio quella “verità” ormai sempre più scandalosa….”

Del resto ormai negli anni sia vescovi, sia politici, sia magistrati ed altri autorevoli personaggi hanno preso simili posizioni in netto contrasto con la famiglia “arcobaleno” o comunque con due padri o due madri ….

da “La Verità”
IL MONDO ALLA ROVESCIA
Lo processano per aver osato dire che ai figli servono mamma e papà

Lo psicanalista Giancarlo Ricci deve comparire davanti al Consiglo dell’Ordine degli psicologi. L’accusa: “La sua affermazione è discriminatoria nei c onfronti delle coppie omosessuali e delle famiglie arcobaleno”

Ed ancora:

“La famiglia, cellula della società, si fonda sul matrimonio tra uomo e donna che, grazie alla loro capacità procreativa, garantiscono la sopravvivenza della società”. Scrivono così i vescovi messicani in una dichiarazione diffusa in seguito ad una sentenza sul matrimonio emessa dalla Corte suprema di giustizia. Nel decreto, si definisce “incostituzionale” qualunque legge federale che “consideri la procreazione come la finalità del matrimonio o che affermi che esso si celebra tra un uomo ed una donna”. Ma i presuli messicani sottolineano che il diritto civile conferisce al matrimonio eterosessuale “un riconoscimento istituzionale che lo Stato deve promuovere e tutelare, in nome del bene comune”.
Una sentenza contraria alla tradizione giuridica ed al bene sociale del Paese
Infatti, spiegano i presuli messicani, tale riconoscimento risale alla “tradizione giuridica bimillenaria dell’Occidente” ed è presente “nella maggior parte dei Codici civili o familiari degli Stati federali del Paese”. “Come cittadini – si legge quindi nella dichiarazione episcopale – riteniamo che la sentenza della Corte suprema, oltre ad infrangere questa solida tradizione giuridica ed il bene sociale che essa custodisce, contraddice i principi del federalismo e la ragion d’essere dei diversi Codici civili”.
Non discriminare non significa modificare l’essenza del matrimonio
“La Chiesa sostiene che il matrimonio può celebrarsi solo tra un uomo ed una donna – continua il documento – e difende questo valore per il bene delle persone e di tutta la società”. “Non spetta allo Stato – quindi – creare nuove forme di matrimonio, perché esse non sarebbero tali, bensì un altro tipo di unioni”. Rispondendo, poi, a chi dà ragione alla Corte suprema in nome della non discriminazione di una parte della popolazione, i vescovi messicani affermano: “Ribadire che nessuno deve essere discriminato non significa modificare l’essenza del matrimonio, né significa dimenticare lo spirito della Costituzione, in cui si riconosce la parità tra uomo e donna e si stabilisce il dovere legale di proteggere lo sviluppo e l’organizzazione della famiglia”. (I.P.)
Da radio vaticana 062015

 

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