False riviste di polizia, ancora truffe

False riviste di polizia, ancora truffe
Di Laura Turriziani

Siamo purtroppo costretti a segnalare l’ennesima truffa a danno di cittadini indotti ad abbonarsi a false riviste di polizia, cui sono state estorte cifre esorbitanti con la minaccia di azioni ritorsive di recupero crediti (inesistenti), arrivando anche all’intimidazione.
Questa volta teatro principale dell’azione criminosa è stata la Sardegna, ma la centrale del crimine era a Milano, con ramificazioni in Puglia, come si può leggere nel sottostante articolo del “Il Messaggero.it” del 14 ottobre scorso.
Il Sindacato, fortemente indignato per il ripetersi di tali azioni delittuose, ricorda come negli anni più volte sia stato costretto addirittura a sporgere querela contro ignoti per tutelare il proprio buon nome ed integrità, e non essere confuso con i criminali che truffano i cittadini. Anzi, dalle nostre denunce, e da quelle di nostri abbonati e comuni cittadini che ci hanno chiesto aiuto per sapere come comportarsi in caso di approcci indesiderati di millantatori, recentemente è stata sgominata proprio a Milano una banda di truffatori, che agivano in tutta Italia e si facevano addirittura passare per magistrati della città meneghina. Noi abbiamo querelato in proprio, e indirizzato i cittadini alla denuncia degli abusi subiti, invitandoli a non soccombere a richieste indebite e pressanti, in cui si minacciavano recuperi crediti inesistenti anche per decine di migliaia di euro.
In quel caso, le indebite richieste sembravano provenire da un non meglio precisato Ufficio Cancelleria di Milano, e si facevano scudo della dicitura “cinque corpi di Stato”. Cosa che ci penalizzava molto, perché induceva in confusione e conseguente errore i cittadini. Ma l’azione del pool antitruffe, coordinato dalla Procura di Milano, è stata decisa e si è riusciti a sgominare almeno quella banda, grazie anche alle nostre segnalazioni. Ne abbiamo parlato sul numero di maggio/giugno della rivista “Libera Voce di Polizia Italiana” e pubblicato su questo stesso sito. Adesso un nuovo caso, per fortuna stoppato.
Questa Organizzazione si è sempre battuta per l’affermazione della legalità, e purtroppo siamo rimasti vittime, noi e i cittadini, di truffatori senza scrupoli né vergogna. La loro azione ci danneggia, perché viviamo con il sostegno dei cittadini, non ricevendo contributi pubblici o da enti privati. Se viene meno la loro fiducia, noi rimaniamo doppiamente traditi e penalizzati.
Quindi preghiamo di fare massima attenzione in questa materia. Perché non è giusto confondere il grano con il loglio. Se avete dubbi sui vostri interlocutori, chiamateci! Siamo una Organizzazione seria, con più di 40 anni di storia alle spalle, e non vogliamo essere confusi con questi vili e spregevoli truffatori, che non si fermano neanche davanti alla fragilità di anziani indifesi.
La Segreteria Nazionale

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da Il Messaggero.it

Cagliari, falsi abbonamenti a riviste forze dell’ordine: truffa da 3 milioni

Sono oltre 350 le vittime, 15 in Sardegna, delle truffa, per circa tre milioni di euro, scoperta dalla Polizia postale di Cagliari sugli abbonamenti a false riviste delle forze dell’ordine. Sono 46 gli indagati, soprattutto residenti in Lombardia, ma anche in Puglia, accusati a vario titolo di estorsione, riciclaggio, sostituzione di persona, molestie e disturbo alle persone. Fra le vittime una ultra novantenne che ha pagato 30mila euro, un commerciante che ne ha pagati 80mila e un sacerdote, residente nella provincia di Cagliari, che ha sborsato 2.900 euro.
Proprio dalla denuncia presentata nell’ottobre 2016 dal parroco ha fatto scattare le indagini della Polpost. Gli specialisti della polizia hanno così scoperto la truffa e le estorsioni. Due le fasi accertate, come due sarebbero i gruppi criminali coinvolti. Un primo nucleo contattava soprattutto commercianti e anziani facendo loro sottoscrivere gli abbonamenti alle false riviste delle forze dell’ordine, 80-120 euro per ricevere a casa le riviste fasulle, non avevano inoltre alcuna registrazione in Tribunale. Terminato il periodo di abbonamento, oppure quando le vittime decidevano di non sottoscriverli più entrava in azione il secondo gruppo che si occupava di estorcere denaro.
Fingendosi avvocati – a volte si presentava un certo Fumagalli, in altre occasioni la dottoressa Santelli – minacciavano le vittime di controlli, oppure di pignoramenti e azioni legali a causa dei mancati pagamenti degli abbonamenti. Ottenute le prime cifre richiamavano e chiedevano altro denaro. Tre giorni fa gli agenti della Polizia postale di Cagliari, con la collaborazione dei colleghi di Milano, Reggio Calabria, Bari e Perugia hanno fatto scattare le perquisizioni. A Bari è stata individuata e sequestrata la tipografia in cui venivano stampate le riviste fasulle, a Milano tre call center illegali da cui partivano le telefonate per le estorsioni.
Sabato 14 Ottobre 2017

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