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PIOVONO RICORSI SULL’INPS MA IL VERO PROBLEMA RIMANE LA SPEREQUAZIONE “D’ANNATA”

Sentenza Corte Costituzionale n.70 del 30.04.2015 sull’illegittimità delle trattenute decretate da Monti nel 2011 con il “Salva Italia”

di Benito Risca

Come è noto la sentenza della Corte Costituzionale n. 70 del 30.4.2015, ha dichiarato illegittima la norma introdotta dal Governo Monti con il cosiddetto decreto “Salva-Italia”, che bloccò l’indicizzazione delle pensioni sopra i 1.443 €uro lordi (3 volte il minimo) per il biennio 2012-2013.
Abbiamo già lodato l’operato dei giudici dell’Alta Corte che hanno avuto la capacità e la forza, al contrario dei loro predecessori, di farsi sentire dall’Esecutivo e nel contempo abbiamo spezzato una lancia anche nei confronti del Governo che, messo di fronte alla necessità di restituire le trattenute a tutti i pensionati cui venne bloccata l’indicizzazione, aveva manifestato l’intenzione di non farlo nell’immediato per le pensioni oltre 3.000 €uro, per evitare un colpo mortale alle finanze dello Stato. Il Sottosegretario dell’Economia e Finanze Enrico Zanetti ipotizzava infatti di non restituire i soldi trattenuti ai percettori delle pensioni d’oro, perché sarebbe sembrata una cosa “immorale” nei confronti dei pensionati meno abbienti e fin troppo tartassati.
Questo Sindacato non ha trovato la cosa scandalosa, perché il vero scandalo è invece il perdurare delle sperequazioni prodotte dalle pensioni d’annata, penalizzate dal truffaldino meccanismo perequativo Istat, che anno dopo anno, ha fatto allargare la forbice tra vecchie e nuove pensioni fino ad una svalutazione delle prime verso le seconde del 40% e più. Ed è questo che abbiamo primariamente chiesto al Governo, di mettere mano e fine a questo mostro, partorito con scarsa lungimiranza e che ha prodotto insanabili ingiustizie.

L’istanza di ricorso

Intanto, sull’onda della protesta dei pensionati, diverse associazioni di consumatori hanno proposto istanza di ricorso per il rimborso delle somme non erogate. Questo Sindacato ha allora chiesto lumi sulla questione all’Avv. Massimo Vitelli, del Foro di Teramo, Presidente Nazionale dei Probiviri di questa Organizzazione.
Ebbene, l’Avv. Vitelli, per venire incontro alle esigenze di coloro che volessero fare ricorso, ci ha fornito un modulo di istanza (se ne possono reperire diversi modelli su internet) che ogni singolo interessato potrà, volendo, inviare all’INPS.
L’Avv. Vitelli, cui avevamo espresso delle perplessità riguardo all’intera questione, ci ha peraltro confermato che <>.
Inoltre, <>. Nella fattispecie – ha specificato Vitelli - allo stato attuale non è percorribile la \"class action”, come invece è stato ventilato da alcune delle associazioni dei consumatori.
<>. Questo perché azioni giudiziarie troppo frettolose, rischiano secondo Vitelli di ottenere solo risultati controproducenti.

Non daremo tregua

Alla luce di quanto sopra, quindi, questa Segreteria Nazionale suggerisce ai soci interessati (ed anche ai lettori che si trovassero nelle medesime condizioni) di inviare comunque l’istanza, anche se per capire davvero quale sarà la prassi da seguire bisognerà attendere l’autunno, quando si chiariranno molte cose.
E comunque noi continueremo ad essere la spina nel fianco del Governo, affinché contemporaneamente alla soluzione di questo problema, possa essere ripresa nella massima considerazione l’enorme perdita del potere d’acquisto dei pensionati d’annata. Questo si, un problema non più rinviabile. Ci auguriamo che anche per loro intervenga di nuovo la Corte Costituzionale.

Pensioni baby?

Infine, vogliamo segnalare una situazione che ha dell’assurdo, e su cui ritorneremo, visto che stiamo assistendo alla vera e propria resurrezione delle pensioni baby del pubblico impiego, quelle che venivano acquisite con appena 15 anni di servizio, sebbene ridotte nell’importo. E questo dopo tutto il can can che hanno fatto per allungare l’età pensionabile. Però, e qui sta la beffa, guarda caso a beneficio dei parlamentari nazionali e regionali, che parlano di diritti acquisiti e che anche con una o due legislature si sono assicurati la pensione molti anni prima dei comuni lavoratori.
Insomma i classici due pesi e due misure, e proprio in un momento in cui il Presidente Renzi impazzisce per far quadrare il bilancio, e ci dicono che mancano i soldi per tutti gli altri pensionati, per cui ci toccherà lavorare sempre più a lungo.

Il Segretario Nazionale
Gr.Uff. Benito Risca








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