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LA NECESSITA’ DI UNA NUOVA COSCIENZA


Sono un lettore appassionato ed abbonato a questa rivista e mi sento in dovere di fare e di proporre ai lettori alcune riflessioni.
Ciò, dopo aver letto l’articolo del Grand’Ufficiale Benito Risca (dicembre 2011, pag. 9) relativamente alle (inspiegabili) proteste, da parte di alcuni personaggi, politici e giornalisti, in merito ai “bliz” operati recentemente dalla Guardia di Finanza, in alcune note località italiane.
E’ a tutti noto che il nostro Paese sta attraversando un momento molto particolare della sua storia, anche se non pare altrettanto noto a tutti quanto questo momento sia importante.
Sarà la storia a rendere chiaro che, in questo periodo, si tenta di affermare la vera Repubblica, nel suo senso autentico di “res publica”.
Stiamo assistendo alla “dichiarazione di fallimento” di una certa politica clientelare, collusa ed alcune volte corrotta.
La crisi mondiale che si è abbattuta violentemente sul nostro Paese non è solo una crisi economica, ma è la crisi di un sistema altamente consumistico e povero di valori etici e morali.
Troppo spesso e per troppo tempo le nostre coscienze si sono adagiate sulla deriva di un modo di fare diffuso, spesso al limite o addirittura oltre alla legalità.
Tale modo di fare è stato praticato dalla maggior parte delle persone, purtroppo anche da soggetti facenti parte delle Istituzioni, a tutti i livelli, comunemente accettato perché praticato come “normale”.
Oggi quel sistema è “esploso” o meglio sarebbe dire è “imploso” su se stesso.
Il processo degenerativo è stato alimentato dal fatto che, la ricerca del consenso, è stata la principale preoccupazione di una certa politica, a discapito troppo spesso dell’interesse comune.
Non mi rivolgo certo a questo o a quel partito politico perché la patologia ha riguardato l’intero sistema.
Ne è la prova che, pur di acquisire l’agognato consenso, nel corso degli anni, si è accumulato un colossale debito pubblico, si sono realizzate faraoniche opere inutili o incompiute, si è portata l’Italia sul ciglio del precipizio.
In questo vortice scellerato finalmente l’intero schieramento dei partiti politici ha avuto la freddezza, la maturità e la “coscienza” di fare un passo indietro e affidare momentaneamente il Governo ad un uomo di esemplare virtù e capacità.
Il Presidente del Consiglio Prof. Mario Monti ci ha fatto capire che vi è la necessità di una “nuova coscienza”, di giustizia e di equità sociale, quella che, in fondo, ispirò i nostri padri costituenti.
Ci ha rammentato che il bene comune prevale e deve prevalere veramente sugli interessi particolari, compresi i diritti soggettivi ancorchè, quest’ultimi, di rilevante spessore, facendoci altresì comprendere ed accettare la giustificazione del sacrificio.
Secondo tale “nuova coscienza” non si vede “l’astuto” in colui che, anche con meccanismi complessi, riesce ad evadere il pagamento delle imposte.
La “nuova coscienza” vede in costui il nemico dell’interesse comune e della società civile.
Per troppo tempo condoni e sanatorie hanno avallato il comportamento di questi soggetti in danno dei numerosi ed onesti contribuenti, arrestando o rallentando l’evoluzione della “nuova coscienza”.
Troppo spesso le imprese oneste hanno dovuto raddoppiare i sacrifici per competere con imprese che, al contrario, hanno sottratto risorse al bene comune.
Oggi siamo al “giro di boa”.
Si impone, quindi, la piena affermazione della “nuova coscienza” fondata sul rispetto naturale della legalità.
Una imposizione fiscale attenuata vi sarà solo al momento in cui tutti pagheranno quanto spetta a ciascuno di noi.
Di contro, si avrà da tutti il rispetto delle regole, quindi il rispetto della imposizione fiscale, quando l’accertata evasione comporterà sanzioni penali certe, anche restrittive, quando i benefici di legge, quale la sospensione condizionale della pena, sarà condizionata alla integrale riparazione del danno, come già previsto dall’ordinamento, ma aimè, poco attuato.
Solo quando l’evasore fiscale, mediante l’applicazione di una pena accessoria, sarà limitato, anche in parte, nell’esercizio di alcuni diritti o nell’impossibilità di assumere determinate cariche, avrà il sentore dell’importanza del disvalore sociale del proprio comportamento.
Non solo, ma quando il rischio di attuare una evasione fiscale (a fronte di una imposizione magari ridotta per quanto sopra detto) non sarà conveniente rispetto all’asprezza delle sanzioni, ciò renderà più agevole il rispetto della legge anche per chi è sordo al richiamo della “nuova coscienza”.
In questo contesto come è possibile scandalizzarsi, soprattutto da parte di alcuni esponenti politici, se la Guardia di Finanza ha operato i c.d. “bliz”?
Non hanno capito costoro che tale modo di agire, oltre che ad essere stato da parte degli agenti adempimento del proprio ministero, è indirizzato al risveglio e/o al cambiamento di quella coscienza collettiva?
Dobbiamo piuttosto encomiare le Forze di Polizia, quale “longa manus” delle Istituzioni che, spesso, rischiando la vita per un non commisurato stipendio, tentano di combattere coloro che non vogliono nutrire la “res pubblica”.
Anche nella mia qualità di Consigliere della Associazione “Una divisa per amico”, con sede in Chianciano Terme, di cui è Presidente onorario il Grand’Ufficiale Benito Risca, invio al Governo Monti i miei più cari auguri di una lunga prosecuzione del prezioso lavoro nella direzione che sta attuando, ringraziandolo per il germoglio della “nuova coscienza” che sta facendo sbocciare nel Popolo Italiano.
Ringrazio pure tutte le Forze dell’Ordine senza le quali tutto questo non sarebbe affatto attuabile.
Il tutto però, è subordinato alla convinta volontà di ognuno di noi di voler far crescere e fiorire dentro se stesso questa “nuova coscienza”.

Cav. Avv. Antonello Niccolucci





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Il corpo fu creato da Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, con lo scopo di fornire al Piemonte un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie. I compiti di polizia in quel periodo erano svolti dai Dragoni di Sardegna, corpo creato nel 1726 e composto da volontari, mentre parallelamente andava sviluppandosi il progetto di un apposito Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza.

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Polizia Penitenziaria
Il Corpo di Polizia Penitenziaria è l'erede del Corpo delle Guardie Carcerarie, creato nel 1873, poi riformato nel Corpo degli Agenti di Custodia (1890), ad ordinamento militare. Nel 1922 l'amministrazione passa dall'allora Ministero dell'Interno al Ministero di Grazia e Giustizia. Nel 1990, con la legge n. 395 del 15 dicembre, il Corpo assume la nuova denominazione e viene smilitarizzato, ritornando dal dicastero degli Interni a quello della Giustizia..

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Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza è il corpo più antico dello Stato, che troviamo giá nel Regno di Sardegna e che trae le sue origini dalla legione truppe leggere (1774) così come testimoniato dal decreto di nomina di Gabriel Pictet come primo comandante il 5 ottobre 1774 da parte di Vittorio Amedeo III di Savoia. Il reparto di fanteria leggera dell'esercito sabaudo con compito accessorio del presidio delle frontiere, viene sciolto con la creazione delle repubbliche filonapoleoniche del nord Italia, ricostituito sotto il nome di legione reale leggera e sciolto definitivamente nel 1821.

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Corpo Forestale dello Stato
Il Corpo Forestale dello Stato nacque il 15 ottobre del 1822 su istituzione del re di Sardegna Carlo Felice di Savoia, allora si chiamava "Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi". Durante il fascismo, nel 1926, il corpo, chiamato allora "Corpo Reale delle Foreste", viene soppresso e nasce la "Milizia Nazionale Forestale"..

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