Il Sindacato si è trasferito presso l\'Anmig, in Lungotevere Castello n.2, 00193 Roma. Le linee telefoniche rimangono le stesse, ma per problemi tecnici relativi al trasferimento al momento siamo raggiungibili al cellulare di servizio 366 3100911 oppure alla e-mail sindcpol@tiscali.it. Ci scusiamo per il disagio.

NON CADETE NELLA TRAPPOLA!

Avviso importante per gli abbonati avvicinati da ambigui emissari di rivista concorrente, che vogliono far loro credere che noi non esistiamo più. Ma il Sindacato e “Libera Voce di Polizia Italiana” sono vivi e sempre in campo per difendere i diritti degli associati, diffondere legalità e promuovere sicurezza.

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Quello che sta accadendo in questi ultimi tempi è talmente grave da non poter essere taciuto, e il Sindacato si vede costretto a portare a conoscenza dei propri fedeli abbonati le manovre ambigue, subdole e senza mezzi termini truffaldine di emissari di una rivista concorrente di settore, che sta tentando con metodi poco ortodossi di convincerli a “trasmigrare” presso di loro, con la motivazione che la nostra Organizzazione avrebbe cessato di esistere, e che in questo momento solamente loro sono deputati a rappresentare gli interessi delle Forze di polizia.
E\' una volgare menzogna, una colossale bufala, anzi una truffa bella e buona, tanto è vero che siamo stati costretti ad interessare gli organi deputati (Procura della Repubblica e organi di polizia competenti) per il proditorio attacco, preciso e mirato, di altra pubblicazione che si è resa colpevole come minimo di concorrenza sleale, ma anche di tentata truffa, perché cerca di attirare e carpire la buona fede dei nostri più vecchi (nel tempo) e fedeli abbonati, con i quali si era instaurato un rapporto di ben riposta fiducia, inducendoli in confusione ed errore circa la destinazione dell\'abbonamento, perché secondo il loro dire noi (Sindacato e rivista) saremmo ormai in chiusura!
La manovra si inserisce in un quadro complesso in cui personaggi non meglio identificati (ma riconducibili a detta testata concorrente) con le modalità testé riportate, vogliono “rastrellare” nostri abbonati che ci seguono fedelmente da decenni, perché convinti sostenitori della nostra causa e del nostro continuo, proficuo e cristallino operare per il bene dei colleghi e della società civile.
La nostra Organizzazione non usufruisce di contributi né pubblici né privati, e ci sosteniamo con le quote annuali dei soci (tutti appartenenti alle Forze dell’Ordine in pensione o in servizio, per i corpi non militarizzati) e con il prezioso sostegno degli abbonati alla rivista, che apprezzano il nostro lavoro.
Un lavoro che continuerà, ed anzi si arricchirà di contenuti ora che, questo è vero, abbiamo trasferito la nostra sede presso il palazzo dell'ANMIG/Roma Capitale (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra), che si vede nella foto, con i quali abbiamo stretto partenariato e collaboreremo attivamente sui temi comuni. Sede invero di grande prestigio, visto che i nostri “vicini”, ubicati nel medesimo edificio, sono la Procura della Repubblica di Roma ed il Tribunale di Sorveglianza. Il nostro nuovo indirizzo è Lungotevere Castello n.2, 00193 Roma. I recapiti telefonici sono rimasti invariati e siamo raggiungibili anche al cellulare di servizio 366 3100911


Denuncia-querela
alla Procura della Repubblica

Come già detto, abbiamo sporto denuncia per segnalare l\'abuso in atto, a tutela del nostro buon nome e nell\'interesse dei cittadini avvicinati da questi individui, e attendiamo fiduciosi i risultati dell\'indagine della Procura della Repubblica e degli organi di polizia interessati e allertati all\'uopo.
Ribadiamo che il Sindacato, nonostante la crisi abbia picchiato duro come per quasi tutti settori della società e dell\'editoria, e le difficoltà affrontate siano state oggettive, non ha mai smesso di operare, e siamo sempre regolarmente usciti con la rivista, come avviene da ben oltre 30 anni. Abbiamo sempre operato più che correttamente in favore dei nostri assistiti (Forze di polizia e militari soprattutto in pensione) e per la richiesta di sicurezza e diffusione del principio di legalità nella società. Perché “la moglie di Cesare non deve essere nemmeno sfiorata dal sospetto”!
Chiediamo quindi ai nostri fedeli abbonati di prestare attenzione, soprattutto nella zona di Napoli e Campania (dove si sono verificati la maggior parte dei casi) a chi propone l\'abbonamento in simili termini, e possibilmente preghiamo di avvisarci quando si trovassero ad interagire con questi millantatori di credito.
Ringraziamo per la collaborazione che vorrete darci, e per la fiducia che vorrete ancora accordarci e che pensiamo di aver fatto di tutto per non tradire.


La Segreteria Nazionale

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Polizia di Stato
Dalle origini della Polizia di Stato alla legge di riforma del 1981, oltre un secolo e mezzo di storia istituzionale degli uomini che hanno vestito il dovere. Dalla prima uniforme del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza del 1852, alle Guardie di Cittá, passando per le due guerre fino all'attuale Polizia di Stato.

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Carbinieri
Il corpo fu creato da Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, con lo scopo di fornire al Piemonte un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie. I compiti di polizia in quel periodo erano svolti dai Dragoni di Sardegna, corpo creato nel 1726 e composto da volontari, mentre parallelamente andava sviluppandosi il progetto di un apposito Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza.

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Polizia Penitenziaria
Il Corpo di Polizia Penitenziaria è l'erede del Corpo delle Guardie Carcerarie, creato nel 1873, poi riformato nel Corpo degli Agenti di Custodia (1890), ad ordinamento militare. Nel 1922 l'amministrazione passa dall'allora Ministero dell'Interno al Ministero di Grazia e Giustizia. Nel 1990, con la legge n. 395 del 15 dicembre, il Corpo assume la nuova denominazione e viene smilitarizzato, ritornando dal dicastero degli Interni a quello della Giustizia..

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Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza è il corpo più antico dello Stato, che troviamo giá nel Regno di Sardegna e che trae le sue origini dalla legione truppe leggere (1774) così come testimoniato dal decreto di nomina di Gabriel Pictet come primo comandante il 5 ottobre 1774 da parte di Vittorio Amedeo III di Savoia. Il reparto di fanteria leggera dell'esercito sabaudo con compito accessorio del presidio delle frontiere, viene sciolto con la creazione delle repubbliche filonapoleoniche del nord Italia, ricostituito sotto il nome di legione reale leggera e sciolto definitivamente nel 1821.

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Corpo Forestale dello Stato
Il Corpo Forestale dello Stato nacque il 15 ottobre del 1822 su istituzione del re di Sardegna Carlo Felice di Savoia, allora si chiamava "Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi". Durante il fascismo, nel 1926, il corpo, chiamato allora "Corpo Reale delle Foreste", viene soppresso e nasce la "Milizia Nazionale Forestale"..

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