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VITTIME DEL DOVERE E DEL TERRORISMO LE ULTIME INIZIATIVE PARLAMENTARI


Lo scorso 16 marzo, presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha avuto un seguito l'esame del Disegno di legge n. 1715 presentato dal Sen. Di Biagio e da altri colleghi, che chiede in un'ottica di giustizia interpretativa di eliminare le disparità di trattamento esistenti tra le vittime del dovere e quelle del terrorismo. Il Presidente della Commissione ha informato i colleghi della presentazione di alcuni emendamenti. In particolare si è soffermato sui seguenti punti:
Il riconoscimento al coniuge e ai figli del soggetto con una invalidità non inferiore al 50% causata dall'atto lesivo riconducibile a terrorismo o a espletamento del dovere, il diritto ad uno speciale assegno vitalizio, non reversibile, di 1033 €uro mensili, soggetto a perequazione automatica. Il diritto sarebbe salvo anche se il matrimonio fosse stato contratto successivamente all'atto lesivo e i figli fossero nati dopo lo stesso.
Il ristabilimento del numero e degli importi degli stanziamenti per l'assegnazione di borse di studio in favore delle vittime e dei superstiti.
La possibilità di assunzioni nelle Pubbliche Amministrazioni, anche in soprannumero e in deroga alle limitazioni.
Il diritto degli interessati di assentarsi dal posto di lavoro per partecipare a iniziative pubbliche per la diffusione della cultura della legalità e per la memoria delle vittime della criminalità organizzata, del terrorismo e del dovere.

Il seguito dell'esame del Disegno di legge è stato quindi rinviato alla successiva seduta della Commissione stessa.

Percentuali di invalidità
la risposta del Sottosegretario Rossi

L'On. Paolo Bolognesi del PD è stato autore di una interrogazione parlamentare per chiedere perché dopo oltre 10 anni dalla entrata in vigore della disciplina relativa al risarcimento del danno subìto dalle vittime di attentati terroristici, esistano ancora diversità di valutazione medico legali da parte delle Commissioni medico ospedaliere.
Il Sottosegretario alla Difesa On. Domenico Rossi ha risposto in questi termini:
“Le problematiche riguardanti i casi di vittime del terrorismo si sarebbero verificati prima del 2013, quando la Sanità militare ha avviato un'attenta disamina per favorire l'applicazione univoca della normativa in materia di valutazioni medico legali effettuate dalle CMO. A conclusione di tale studio, l'Ispettorato Generale della Sanità ha emanato una specifica Direttiva (n.14308/2013) sulle varie competenze e i criteri applicativi degli istituti riguardanti le vittime. La Direttiva prevede la possibilità di rivalutare le percentuali di invalidità, già riconosciute e indennizzate sulla base delle norme vigenti prima del 26 agosto 2004, procedendo alla determinazione di una percentuale unica di invalidità (art. 4 DPR n. 181/2009). Per tutti gli altri casi successivi al 26 agosto è stato ritenuto applicabile solo l'art. 3 del DPR succitato, per il quale le CMO devono procedere tenendo solo conto della percentuale di invalidità permanente, riferita alla capacità lavorativa.
Sulla problematica è stato richiesto dal Ministero dell'Interno un parere al Consiglio di Stato che si è pronunciato il 4 marzo 2015. In quella sede è stato evidenziato come l'allargamento di applicazione dell'art. 6 della Legge n. 206/2004 (Le percentuali di invalidità già riconosciute e indennizzate in base alla normativa vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge, sono rivalutate tenendo conto dell'eventuale aggravamento fisico e del riconoscimento del danno biologico e morale) comporterebbe un considerevole ampliamento dei destinatari dei benefici non previsto dalla legislazione e una dilatazione della spesa priva di copertura finanziaria. La sezione ha ritenuto poi che i benefici dell'art. 6 non possono essere attribuiti in via interpretativa alle vittime della criminalità organizzata, del racket e dell'usura.
Pertanto, stante il parere reso dal Consiglio di Stato, non è stato necessario adottare modifiche alla citata Direttiva. In relazione a quanto esposto, si assicura che l'Ispettorato della Sanità ha provveduto ad adottare ogni iniziativa al fine di:
uniformare le valutazioni in aderenza alle disposizioni previste per ciascun istituto;
rendere conformi a legge i tempi e le fasi dell'iter procedurale presso le CMO;
verificare la corretta applicazione delle disposizioni attraverso incontri con i Presidenti di tutte le CMO e con le amministrazioni coinvolte”.
Alle specificazioni del Sottosegretario alla Difesa Rossi, l'On. Bolognesi ha replicato di avere preso atto della volontà di voler giungere ad una applicazione univoca della normativa, con la possibilità di centralizzare le valutazioni con un'unica Commissione medica a livello nazionale. Nello stesso tempo, ha osservato quanto sia fondamentale che le CMO valutino tutte nello stesso modo il danno biologico e quello morale, tenendo conto, ai fini del risarcimento, anche dei disturbi post traumatici da stress, adeguandosi ai parametri già adottati dalle assicurazioni private.

La Segreteria Nazionale

In foto: il Sottosegretario alla Difesa On. Domenico Rossi


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Dalle origini della Polizia di Stato alla legge di riforma del 1981, oltre un secolo e mezzo di storia istituzionale degli uomini che hanno vestito il dovere. Dalla prima uniforme del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza del 1852, alle Guardie di Cittá, passando per le due guerre fino all'attuale Polizia di Stato.

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Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza è il corpo più antico dello Stato, che troviamo giá nel Regno di Sardegna e che trae le sue origini dalla legione truppe leggere (1774) così come testimoniato dal decreto di nomina di Gabriel Pictet come primo comandante il 5 ottobre 1774 da parte di Vittorio Amedeo III di Savoia. Il reparto di fanteria leggera dell'esercito sabaudo con compito accessorio del presidio delle frontiere, viene sciolto con la creazione delle repubbliche filonapoleoniche del nord Italia, ricostituito sotto il nome di legione reale leggera e sciolto definitivamente nel 1821.

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Il Corpo Forestale dello Stato nacque il 15 ottobre del 1822 su istituzione del re di Sardegna Carlo Felice di Savoia, allora si chiamava "Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi". Durante il fascismo, nel 1926, il corpo, chiamato allora "Corpo Reale delle Foreste", viene soppresso e nasce la "Milizia Nazionale Forestale"..

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