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Forestale sempre no all’accorpamento, si alla razionalizzazione delle risorse

di Benito Risca

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha scelto la cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2015 della Scuola Superiore di Polizia per annunciare ufficialmente ciò che era nell’aria da un po’ di tempo. E cioè lo scioglimento del Corpo forestale dello Stato e il suo accorpamento nella Polizia di Stato. “Dopo la fine della riforma della Pubblica amministrazione è difficile che siano ancora cinque le Forze di polizia” – ha detto - e quindi i nostri amici in grigioverde dovrebbero perdere il loro status di Forza dell’ordine dipendente dal Ministero dell’Agricoltura per passare sotto le dirette dipendenze del Viminale.
Il Ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia conferma successivamente che i Corpi di polizia passeranno da 5 a 4 e che l’agnello del sacrificio sarà proprio la Forestale. L’ok è arrivato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato con un emendamento alla Legge delega sulla P.A. con lo scopo, dicono loro, di razionalizzare le funzioni (sarà vero?) ed eventualmente assorbire quelle del Corpo forestale nelle altre Forze di polizia.
Sanare piuttosto disfunzioni e anomalie
Naturalmente quando si verificano eventi di tale rilevanza, epocali direi, le opinioni in merito sono diverse, tra sostenitori e contrari alle novità. Iniziando dai diretti interessati, e quindi gli appartenenti al Corpo forestale, rileviamo che in modo quasi plebiscitario sono nettamente contrari alla riforma, e i sindacati pensano che piuttosto che passare dalle dipendenze di un ministero all’altro bisognerebbe sanare, questo si, alcune disfunzioni ed anomalie che hanno interessato la loro Amministrazione. Anche la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica, e tanta parte politica e del mondo sociale non vede la necessità di questo trasferimento, e teme che le importanti funzioni svolte dal Corpo possano in qualche modo essere ridimensionate. Cosa che, aggiungiamo noi, sarebbe gravissima.
Come diciamo da tempo, infatti, questo Sindacato è tendenzialmente contrario all’operazione, e non perché non ci si renda conto che razionalizzare le risorse può ( e dovrebbe!) significare anche potenziarle e renderle più efficienti, ma proprio perché teme che invece in nome della spending review si operino solo tagli e si depotenzi il sistema. Mai come oggi le funzioni della Forestale sono fondamentali. Si tratta di circa 8.000 uomini specializzati in tema di polizia ambientale, quale protezione dell’habitat naturale e delle biodiversità, traffico dei rifiuti, discariche abusive, eco mafie, traffico anche internazionale e maltrattamento di animali, prodotti dell’agricoltura adulterati eccetera. A noi sembra, con tutto il rispetto delle altrui posizioni, che il referente naturale per questo genere di attribuzioni operative sia il Ministero dell’Agricoltura (e foreste), e non già il Viminale, peraltro oberato da altre specifiche funzioni e con problemi organizzativi e di ottimizzazione delle risorse non meno pressanti.
Demotivati e privati di identità e Storia
Tra i contrari all’accorpamento, citiamo l’ex Ministro dell’Interno Roberto Maroni, oggi Governatore della Lombardia. Per lui quella che chiama “una fusione a freddo”, serve solo a demotivare il personale, che si sentirebbe privato, aggiungiamo noi che avendo vestito la Divisa ne sappiamo qualcosa, della propria identità e della propria (lunghissima!) Storia.
Ci viene poi da (mal) pensare che gli accorpamenti potrebbero essere come le ciliegie, uno tira l’altro. E se al Governo venisse in mente di “fondere” Carabinieri e Polizia? Peggio ancora, Guardia di Finanza e Polizia? Che Dio ce ne scampi, sarebbe il più grosso errore a danno della Comunità e dello Stato che si potrebbe fare. Questi Corpi (come anche i Forestali, non lo dimentichiamo) hanno un secolare bagaglio di Storia e tradizioni che non si possono liquidare in un amen, dalle quali traggono forza e identificazione per svolgere al meglio le loro funzioni. Tanto più oggi, che scarseggiano in mezzi e personale, ed è già pesantemente vessato e discriminato anche nelle retribuzioni, il cui adeguamento è fermo da circa cinque anni.
E’ anche una questione di psicologia, tanto importante nel rendimento professionale. Ad esempio, gli uomini che vestono la Divisa, amano la “loro” Divisa, e continuano ad amarla anche una volta in pensione. Continuano ad avere voglia di fare, di essere utili, di distinguersi con il distintivo del Corpo, con il grado. Forti della loro esperienza passata, li vediamo adoperarsi in borghese (ovviamente) nei pressi delle scuole, degli esercizi pubblici in attività di discreta vigilanza, pronti a chiamare in aiuto i colleghi in servizio. Fieri, se dovessero riuscire ad evitare incidenti, rapine e quant’altro di essere citati come già appartenenti alla Benemerita, alla P.S, alla Finanza, alla Forestale…Come Luigi Marasco, Maresciallo dei Carabinieri in pensione, morto di infarto dopo avere inseguito ed essere riuscito a far arrestare dei rapinatori in provincia di Alessandria.
Insomma, carissimi Renzi e Madia, se è solo una questione di spending review, si dovrebbe sapere che l’economia si può fare in tanti modi. I costi si abbattono evitando gli sprechi, non tirando una linea di penna sulla Storia d’Italia e arrivederci e grazie.

Il Segretario Nazionale
Gr.Uff. Benito Risca

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Polizia di Stato
Dalle origini della Polizia di Stato alla legge di riforma del 1981, oltre un secolo e mezzo di storia istituzionale degli uomini che hanno vestito il dovere. Dalla prima uniforme del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza del 1852, alle Guardie di Cittá, passando per le due guerre fino all'attuale Polizia di Stato.

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Carbinieri
Il corpo fu creato da Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, con lo scopo di fornire al Piemonte un corpo di polizia simile a quello francese della Gendarmerie. I compiti di polizia in quel periodo erano svolti dai Dragoni di Sardegna, corpo creato nel 1726 e composto da volontari, mentre parallelamente andava sviluppandosi il progetto di un apposito Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza.

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Polizia Penitenziaria
Il Corpo di Polizia Penitenziaria è l'erede del Corpo delle Guardie Carcerarie, creato nel 1873, poi riformato nel Corpo degli Agenti di Custodia (1890), ad ordinamento militare. Nel 1922 l'amministrazione passa dall'allora Ministero dell'Interno al Ministero di Grazia e Giustizia. Nel 1990, con la legge n. 395 del 15 dicembre, il Corpo assume la nuova denominazione e viene smilitarizzato, ritornando dal dicastero degli Interni a quello della Giustizia..

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Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza è il corpo più antico dello Stato, che troviamo giá nel Regno di Sardegna e che trae le sue origini dalla legione truppe leggere (1774) così come testimoniato dal decreto di nomina di Gabriel Pictet come primo comandante il 5 ottobre 1774 da parte di Vittorio Amedeo III di Savoia. Il reparto di fanteria leggera dell'esercito sabaudo con compito accessorio del presidio delle frontiere, viene sciolto con la creazione delle repubbliche filonapoleoniche del nord Italia, ricostituito sotto il nome di legione reale leggera e sciolto definitivamente nel 1821.

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Corpo Forestale dello Stato
Il Corpo Forestale dello Stato nacque il 15 ottobre del 1822 su istituzione del re di Sardegna Carlo Felice di Savoia, allora si chiamava "Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi". Durante il fascismo, nel 1926, il corpo, chiamato allora "Corpo Reale delle Foreste", viene soppresso e nasce la "Milizia Nazionale Forestale"..

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